UN SUDATO DENTICE

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Non vedevo l’ora di avere una barca mia per cimentarmi nella traina col vivo, tecnica che mi affascinava moltissimo. Appena mio padre me ne regalò una, incominciai subito a provare nel mar Ligure.

Per essere praticata, tale pesca necessita dell’esca viva, fu per questo che iniziai a pescare i calamari, l’esca migliore. Dopo qualche nottata in mare e affinata la tecnica riuscii a catturarne due. Li misi subito nella vasca del vivo e tornai velocemente in porto pensando che sicuramente avrei preso con essi un bel dentice. Alle 6.30 del mattino seguente ero in porto, in fretta e furia uscii diretto allo spot dove avrei calato il primo calamaro sul fondale. Molto lentamente incominciai a trainarlo, dopo pochi istanti la canna si piegò violentemente, la presi subito in mano e diedi una bella ferrata: era il mio dentice. Lo sentivo mentre dava le testate per tornare nel relitto, lo stancai e lo vidi venire a galla. Era bellissimo con sfumature blu sul dorso.

Tornato al porto mi imbattei in gente stupita che mi offriva denaro in cambio del pesce, alcuni pescatori esperti con barche ben attrezzate mi domandavano come avessi fatto. Mi sentivo fortissimo, con la mia barchetta avevo pescato un pesce molto ambito e davvero buono. Quella sera lo facemmo cucinare dal ristorante sotto casa, per una volta offrivo la cena alla mia famiglia e questo mi gratificò di tutta la fatica che avevo fatto quel giorno.


«