100 PESCI IN UN GIORNO

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Un amico continuava a raccontarmi delle sue entusiasmanti giornate a pescare sui montoni delle orate, i giganteschi branchi in cui le orate si raggruppano in un certo periodo dell’anno per deporre e proteggere le uova. Ero incuriosito, decisi allora di provarci anch’io e lo invitai a pescare con me. Uscimmo diverse volte, ma senza successo.

Finché, una mattina di fine dicembre riprovammo, nello stesso punto in cui i giorni precedenti avevamo preso solo qualche esemplare. Proprio lì, l’ecoscandaglio iniziò a marcare una montagna di pesci sul fondale. Subito pronti calammo i nostri tenya e non ci fu nemmeno il tempo di toccare il fondo che già sentivamo delle testate. Eravamo sul montone. Andammo avanti fino a tardo pomeriggio a calare e salpare pesci, non avevamo il tempo di fare assolutamente nulla, la canna era sempre piegata su bellissime orate che andavano dall’uno ai tre chili. Eravamo attraversati da una frenesia pazzesca, tanto da attirare l’attenzione delle barche nei dintorni che si avvicinarono stupite per vedere cosa stessimo facendo. Ad un certo punto l’ecoscandaglio marcava anche qualcos’altro sopra le orate. Le uova avevano attirato dei predatori, probabilmente delle ricciole, così calammo anche dei piccoli jig e ci ritrovammo subito coinvolti in un combattimento.

Fu una delle giornate di pesca più belle e memorabili della mia vita poiché catturammo più di 100 pesci tra orate e ricciole. Tutt’ora i pescatori mi fermano per chiedere quanti pesci abbia preso quel giorno.


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